L’archivio dell’ANRP e la sua storia

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La storia

Nel febbraio del 1919, da una costola dell’“Associazione mutilati ed invalidi di guerra” (ANMIG) nasce l’ “Associazione Nazionale Combattenti” (ANC) su iniziativa dei reduci della Grande Guerra che rivendicano un ruolo riconosciuto all’interno della collettività non solo come risarcimento morale per i danni subiti durante il conflitto, ma anche perché portatori di nuove idealità politiche di libertà e di pace.

A Napoli nel febbraio del 1923, durante il secondo Congresso Nazionale, viene approvato il nuovo Statuto che, oltre a rivedere il ruolo amministrativo dell’Associazione, ne delinea con chiarezza l’ideologia fondante. Nel marzo del 1925 però, in seguito anche al rifiuto dei membri dell’Associazione di partecipare alle celebrazioni della marcia su Roma dell’autunno precedente, l’autonomia dell’ANC viene meno e gli organi centrali nominati al congresso di Assisi vengono sostituiti da un triumvirato di nomina governativa. Mussolini si avvale dei poteri di controllo sull’Associazione che gli erano stati conferiti dal decreto del 24 giugno 1923, e ne scioglie il Comitato nazionale affidando le Federazioni e le Sezioni a commissari di nomina governativa.

Nel 1946, al termine del secondo conflitto mondiale, l’Associazione rinasce dalla fusione con l’Associazione Nazionale Reduci della Prigionia, composta dai reduci dal fronte che erano stati fatti prigionieri dopo l’8 settembre 1943, con il nome di “Associazione Nazionale Combattenti e Reduci” (ANCR).

Nel gennaio del 1948 infine, durante un terzo congresso, diversi membri dell’ANC contrari alla fusione costituiscono l’“Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione” (ANRP), che intende ispirarsi esplicitamente ai valori di pace e democrazia della Costituzione italiana. L’ANRP verrà riconosciuta Ente Morale con personalità giuridica di diritto privato con il Dpr del 30 maggio 1949, ed assumerà in seguito la denominazione odierna di “Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari – onlus”, in linea con l’evoluzione associativa perseguita nel corso degli anni.

La Federazione piacentina

La prima notizia della nascita della Federazione piacentina dell’ANRP viene da un verbale di seduta dell’8° Congresso provinciale del 12 marzo 1949 dove si accenna che “la nascita della Federazione di Piacenza risale all’agosto 1945”.

È però il 13 marzo del 1948, presso la sede della “Mensa del Reduce” in via Neve, che i delegati del 7° Congresso provinciale dell’ANRP sono chiamati a nominare i 15 membri del Consiglio Direttivo1. Il 22 marzo, su esplicita richiesta della Presidenza del Congresso, il Collegio degli Scrutatori (Primo Ferri, Luigi Raimondi e Bruno Zaffignani) si riunisce nuovamente per verificare lo spoglio delle schede in seguito ad alcuni reclami, e viene in questa occasione nominato ufficialmente il Consiglio Direttivo composto da: Giulio Illari, Marco avv. Fiorani, Bruno Zaffignani, Angelo Burzi, Remo Civardi, Ferdinando Gozzi, Antonio Santuelli, Pietro rag. Chiappa, Giuseppe Corsi, Franco Rossi, Umberto Zanoni, Gian Battista Giumanini, Ugo Brambilla, Stefano Torre, Renzo Fornasari.

L’associazione chiuderà l’anno con ben 7981 tesserati.2 Il Presidente eletto Remo Civardi rimarrà in carica fino all’anno successivo sostituito da Aldo Tattoni che risulta ancora in carica almeno fino al 19503. Riguardo ai successivi presidenti non si hanno per ora dati verificabili, a causa della difficile consultazione della documentazione non riordinata. Sappiamo che negli Anni Novanta il Cav. Uff. Remo Civardi torna ad essere presidente (1985-1992), fino alla figura del commendator Pietro Passera (1998), ex internato militare, presidente anche della sezione cittadina dell’Associazione Combattenti e Reduci4, che rimane in carica fino alla morte nel 2011, sostituito dal tuttora presidente gen. Raffaele Campus.

In seguito, la Federazione provinciale si occuperà soprattutto dell’assistenza alle famiglie dei reduci impegnandosi costantemente per far ottenere anche agli Internati Militari Italiani il risarcimento dovuto.

Le attività

L’azione della sezione di Piacenza, nel rispetto del mandato dell’Associazione che la vuole autonoma ed indipendente da qualsiasi partito o forza politica, mira a perseguire i principi contenuti nell’art.2 dello statuto nazionale: agire per la conservazione della memoria dei reduci come monito per pacifiche relazioni internazionali, dell’educazione alla cultura della pace, dell’affermazione dei diritti costituzionali, del rispetto delle forze armate in quanto presidio di democrazia, oltreché collaborare con tutte le associazioni perseguenti gli stessi fini e “tutelare gli interessi morali e materiali dei soci, delle loro famiglie e dei loro successori e svolgere in ogni campo in loro favore tutte le iniziative possibili intese ad elevarne le condizioni morali, culturali e materiali, promuovendo, anche d’intesa con altre organizzazioni, una rete di servizi e di opere sociali atte a superare gli squilibri e gli stati di bisogno”.

Fedele a questi valori, la Sezione di Piacenza ha collaborato attivamente in questi anni alla realizzazione del progetto dell’ISREC e della ricerca storica ad esso collegato.

1“Verbale d’assemblea del 7° Congresso Provinciale ANRP”, 13 marzo 1948, in Archivio sezione di Piacenza ANRP, documentazione amministrativa non riordinata

2“Verbale d’assemblea del 7° Congresso Provinciale ANRP”, 22 marzo 1948, in Archivio sezione di Piacenza ANRP, documentazione amministrativa non riordinata

3Verbale d’assemblea n.7”, 14 gennaio 1950, in Archivio sezione di Piacenza ANRP, documentazione amministrativa non riordinata

4“Beffa per gli schiavi di Hitler?”, in “Libertà”, 20 marzo 2001