Intervista allo storico Costantino Di Sante, autore di “Materiale umano. Testimonianze di militari e civili italiani sui lager, sulle fabbriche e sui campi di lavoro del Terzo Reich” (Roma, Novalogos, 2024). Isrec Piacenza, 21 marzo 2025

Costantino Di Sante, storico e autore di “Materiale umano. Testimonianze di militari e civili italiani sui lager, sulle fabbriche e sui campi di lavoro del Terzo Reich” (Roma, Novalogos, 2024), parte da una citazione di Stefan Zweig tratta dal libro “Il mondo di ieri” per definire il concetto di “materiale umano”: lo storico evidenzia lo sfruttamento degli internati militari da parte dell’intero apparato produttivo nazionalsocialista e si sofferma sulle condizioni di vita degli italiani costretti a lavorare nelle fabbriche, nelle campagne e nelle città tedesche, illustrando il loro ruolo nell’economia di guerra del Terzo Reich. Di Sante esamina l’esperienza della prigionia partendo dalla cattura dei soldati in diverse aree d’Europa e in particolare nei Balcani e il trasferimento negli stalag attraverso i carri bestiame, soffermandosi poi sulle faticose condizioni di vita nei campi e sulle difficoltà causate anche dalle barriere linguistiche. L’intervento si sofferma anche sulla selezione della manodopera destinata allo sfruttamento nell’industria bellica e in altre realtà produttive del Reich con una settimana lavorativa che arriva a durare anche 72 ore. Di Sante evidenzia infine la trasformazione deli internati militari in lavoratori civili nell’estate-autunno del 1944 e il peggioramento delle condizioni dei prigionieri nell’ultima fase di guerra: anche il ritorno in Italia viene contraddistinto dalle difficoltà di reinserimento nella società civile e da un mancato riconoscimento della loro Resistenza, spesso considerata marginale o addirittura insignificante.