Elenco campi di internamento
Wehrkreis I Königsberg
Il Wehrkreis I comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag IC/Stalag Luft VI Heydekrug, Stalag ID Montwy, Stalag IE Prostken, Stalag SE Sudauen, Stalag Luft VI Heydekrug (Silute) e gli Oflag 52 Ebernode, Oflag 56 Prostken (Prostki), Oflag 60 Schirwindt, Oflag 68 Sudauen (Suwalki).
35 IMI piacentini internati a Königsberg senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag I-A Stablack
27 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag I-B Hohenstein
18 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis II Stettino
Il Wehrkreis II comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag II-H Raderitz, Stalag 302/323 Borne Szczecinecki, Stalag 351 Brzezinj, Stalag Luft ho Barth, Stalag Luft II Litzmannstadt, Stalag Luft IV Gr. Tychowo, Oflag II-A Prenzlau, Oflag II-B Arnswalde (Choszczno), Oflag II-C Woldenberg, Oflag II-D lordo Nato, Dulag e Borne Szczecinecki.
17 IMI piacentini internati a Stettino senza indicazione dello Stalag di destinazione
Stalag II-A Neubrandenburg
Oflag II-E Neubrandenburg
38 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag II-B Hammerstein
286 IMI piacentini internati
Il campo di concentramento di Hammerstein si trovava in quello che oggi è il comune polacco di Czarne, in Pomerania. Alla fine del XIX secolo però la città era ancora parte della Provincia della Prussia occidentale e a ovest di essa venne costruito un grande campo di addestramento per l’esercito prussiano. Durante la Prima guerra mondiale il campo ospitò i prigionieri russi; a partire dal 1933 i nazisti vi stabilirono uno dei primi campi di concentramento per prigionieri politici, in particolare comunisti tedeschi. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca della Polonia, il campo di Czarne, rinominata dai nazisti Hammerstein, divenne sede dello Stalag II B, in cui decine di migliaia di prigionieri, soprattutto sovietici, morirono per malattia, maltrattamenti e malnutrizione. In un primo momento i prigionieri, in maggioranza polacchi, vivevano in tende e solo nel 1941 fu completata la costruzione delle baracche. Nel giugno 1940 cominciarono ad arrivare anche numerosi prigionieri francesi e belgi catturati durante la Campagna di Francia; nel 1941, per raccogliere i prigionieri sovietici catturati durante l’Operazione Barbarossa, lo Stalag II B fu ampliato con la costruzione di un secondo campo in cui furono ospitati i prigionieri russi e, dal settembre 1943, gli italiani. Quasi tutti i prigionieri venivano impiegati all’esterno, sfruttati nell’economia di guerra tedesca. Il campo fu liberato dall’Armata Rossa il 27 gennaio del 1945.
Stalag II-C Greifswald
24 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag II-D Stargard
34 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag II-E Schwerin
2 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis III Berlino
Il Wehrkreis III comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag III E Kirchhain, Oflag III-B Wehrmachtlager Tibor/Zuellichau, Oflag III-C Luebben/Spree Lubben, Ilag Treuenbrietzen.
164 IMI piacentini internati a Berlino senza indicazione dello Stalag di destinazione
Stalag III-A Luckenwalde
Oflag III-A Luckenwalde
176 IMI piacentini internati
Lo Stalag III-A era un campo di prigionia tedesco situato a Luckenwalde, nel Brandeburgo, in Germania: ospitò prigionieri di guerra polacchi, olandesi, belgi, francesi, jugoslavi, russi, italiani, americani, rumeni, britannici. Progettato per ospitare 10.000 uomini, era il più grande del III Distretto Militare: a metà settembre 1939 arrivarono i primi prigionieri di guerra polacchi, alloggiati in grandi tende e impiegati per costruire le baracche prima dell’arrivo dell’inverno. Una volta completati i lavori, i polacchi furono trasferiti e i primi abitanti del campo furono olandesi e belgi, sostituiti da 43.000 prigionieri di guerra francesi, che arrivarono nel 1940: tra questi, 4.000 africani provenienti dalle unità coloniali francesi. Ai francesi si unirono nel 1941 prigionieri jugoslavi e russi, poi alla fine del 1943 arrivarono circa 15.000 internati militari italiani. Alla fine del 1944 giunsero piccoli gruppi di prigionieri americani, rumeni, britannici e polacchi. Oltre 200.000 prigionieri vennero inviati nello Stalag III-A, nel maggio del 1944 contava 48.600 prigionieri di guerra e il 1° gennaio 1945 ospitava 45.942 prigionieri di guerra (24.996 francesi, 12.517 sovietici, 4.093 serbi, 1.499 americani, 1.433 britannici, 1.310 italiani, 86 polacchi e 8 rumeni). All’inizio del 1945, a causa dell’avvicinarsi delle truppe sovietiche, circa 1.000 prigionieri di guerra provenienti dallo Stalag VIII-C e dallo Stalag Luft III nei pressi di Sagan in Germania (ora Polonia) furono trasferiti allo Stalag III-A di Luckenwalde, così come prigionieri di guerra provenienti dallo Stalag XXI-C di Wolsztyn e dallo Stalag Luft VII di Bąków in Polonia. Con l’avanzare del fronte, nel febbraio 1945, i prigionieri dello Stalag III-B di Fürstenberg furono evacuati allo Stalag III-A, aggravando ulteriormente le già precarie condizioni di sovraffollamento e igiene. Il campo era gestito secondo le linee guida della Convenzione di Ginevra e dei Regolamenti dell’Aja ed era regolarmente ispezionato da rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Si stima che, durante la loro permanenza, morirono tra i 4.000 e i 5.000 prigionieri. Durante l’inverno 1941/42, un’epidemia di tifo aveva ucciso circa 2.500 sovietici, il cui tasso di mortalità era molto più alto rispetto a quello di altre nazioni. I morti non sovietici furono sepolti con gli onori militari in fosse individuali nel cimitero del campo, mentre i sovietici furono sepolti in modo anonimo in fosse comuni. La liberazione del campo avvenne da parte dell’Armata Rossa il 22 aprile 1945.
Stalag III-B Fürstenberg/Oder
59 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag III-C Alt Drewitz/Küstrin
117 IMI piacentini internati
Drzewice (in tedesco, Alt Drewitz) è un quartiere della parte nord-occidentale della città polacca di Kostrzyn nad Odra (in tedesco, Küstrin). Situata sulla sponda est del fiume Oder, Kostrzyn si trova al confine con la Germania. Il quartiere di Drzewice durante la guerra ospitò un campo di prigionia tedesco per soldati e sottufficiali, lo Stalag III C, situato circa 60 chilometri ad est di Berlino, nel III Distretto militare dal giugno 1940. Inizialmente fu destinato all’internamento di soldati e sottufficiali polacchi, francesi e belgi, ma a partire dal 1941 iniziarono ad arrivare anche prigionieri jugoslavi, inglesi e russi catturati sui vari fronti di guerra. Dal settembre 1943, in seguito all’armistizio dell’Italia con gli anglo-americani, furono internati in questo campo anche un gran numero di soldati italiani. Lo Stalag III C contava circa 30 sottocampi, dislocati nella regione tedesca del Brandeburgo, in cui i prigionieri di guerra erano costretti a lavorare per l’economia tedesca: industrie di armamenti, bonifica agraria, proprietà terriere, privati cittadini e alla costruzione di autostrade e ferrovie. Le condizioni di vita all’interno del campo erano pessime: gli internati pativano la fame e venivano spesso picchiati. Alla data del 1° dicembre 1944 nello Stalag si potevano contare 2.036 prigionieri americani, 631 belgi, 1.416 britannici, 17.568 francesi, 1.046 italiani, 1.591 serbi e 13.727 sovietici. Si è stimato che nello Stalag III C trovarono la morte circa 12.000 prigionieri, in gran parte russi. Il campo fu liberato dall’Armata Rossa il 31 gennaio 1945.
Stalag III-D Berlino
90 IMI piacentini internati
Fu un campo tedesco per prigionieri di guerra alleati. Aperto il 14 agosto 1940 a Berlino-Lichterfelde, ospitò militari provenienti dal Belgio, Gran Bretagna, Francia, Jugoslavia, Unione Sovietica, Polonia, Stati Uniti, Italia e Cecoslovacchia. La capacità massima di questo stalaera di 58 mila uomini. Una buona parte furono assegnati ai sottocampi (Zweiglager) e ai distaccamenti di lavoro (Arbaitskommandos) costituiti all’interno e nei dintorni della città.
Wehrkreis IV Dresda
Il Wehrkreis IV comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag IV-A Elsterhost, Stalag IV-C Wistritz bei Teplitz, Stalag IV_D Neuburxdorf, Stalag IN-D7Z Annaburg, Stalag IV-F Hartmannsdorf, Stalag IV-G Oschatz, Oflag IV-B Koenigstein, Oflag IV-C Castello di Colditz, Oflag IV-D Elsterhost, Stalag Luft V Groditz.
25 IMI piacentini internati a Dresda senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag IV-B Mühlberg
78 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag IV-D Torgau
19 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag IV-E Altenburg
13 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag IV-H 304 Zeithain
Oflag IV-H Zeithain
3 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis V Stoccarda
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag V-C Malschbach, Stalag V-C Offembrug, Stalag V-D Strasburgo, Stalag V-E Mulhouse, Stalag 194 Gottehein, Stalag Luft V Halle/Saale, Oflag V-A Weinsberg, Oflag V-B Biberach, Oflag V-C Wurzach, Ilag V-B Biberach.
9 IMI piacentini internati a Stoccarda senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag V-A Ludwigsburg
14 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag V-B Villingen
50 IMI piacentini internati
Lo stalag V B, situato nella regione tedesca del Baden-Württemberg, nella Foresta Nera, a un’altitudine di 800 metri, si trovava alla periferia di Villingen, a circa 50 chilometri dal confine svizzero: faceva parte del Distretto Militare n. V, nella Germania sud-occidentale, con quartier generale a Stoccarda. Nel 1941, ospitava 15.000 prigionieri. Lo Stalag ospitava prigionieri di guerra belgi, inglesi, scozzesi, canadesi, serbi, polacchi, ucraini, russi e francesi, principalmente corsi. Fino al 1942, i prigionieri furono impiegati principalmente nei Kommando agricoli e, in inverno, nella pulizia delle strade. Le fughe erano frequenti e i prigionieri ricatturati furono inviati al campo di punizione di Rawa Ruska. I prigionieri corsi furono radunati allo Stalag V-B su richiesta del governo italiano, che voleva usarli a scopo propagandistico, senza molto successo. Lo Stalag venne liberato il 20 aprile 1945.Lo Stalag V B, situato nella regione tedesca del Baden-Württemberg, nella Foresta Nera, a un’altitudine di 800 metri, si trovava alla periferia di Villingen, a circa 50 chilometri dal confine svizzero: faceva parte del Distretto Militare n. V, nella Germania sud-occidentale, con quartier generale a Stoccarda. Nel 1941, ospitava 15.000 prigionieri. Lo Stalag ospitava prigionieri di guerra belgi, inglesi, scozzesi, canadesi, serbi, polacchi, ucraini, russi e francesi, principalmente corsi. Fino al 1942, i prigionieri furono impiegati principalmente nei Kommando agricoli e, in inverno, nella pulizia delle strade. Le fughe erano frequenti e i prigionieri ricatturati furono inviati al campo di punizione di Rawa Ruska. I prigionieri corsi furono radunati allo Stalag V-B su richiesta del governo italiano, che voleva usarli a scopo propagandistico, senza molto successo. Lo Stalag venne liberato il 20 aprile 1945.
Stalag V-D Offenburg
13 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis VI Münster
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag VI -B\Z Haren (Wesuwe), Stalag VI-B\Z Fullen, Stalag VI-C Hoogstede, Stalag VI-C\Z Alexisdorf, Stalag VI-C\Z Geeste (Dalum), Stalag VI-C\Z Fullen, Stalag VI-C\Z (308) Geeste, Stalag VI-C\Z Haren (Wesuwe), Stalag VI-C\Z Wietmarschen, Stalag VI-E Soest, Stalag VI-F Bocholt, Stalag VI-G Bonn – Duisdorf, Stalag VI-H Arnoldsweiler/Dueren, Stalag VI-J SA Lager Fichtenhein, Stalag K-VI (326) Stukenbrock, Stalag 357 Detmold, Oflag VI-A Soest, Oflag VI-B Doessel–Warburg, Oflag VI-C Eversheide/Osnabrück, Oflag VI-D Münster, Oflag VI-E Dorsten, Oflag VI-G Oberlangen, Oflag H-VI Aachen, Oflag 6 WK-VI Oberlangen, Oflag 6\Z-WK-VI Haren (Wesuwe), Dulag Oberlangen.
12 IMI piacentini internati a Münster senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag VI-A Hemer/Iserlohn
51 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag VI-C/Z
Meppen (Nru-Versen)
257 IMI piacentini internati
Meppen si trova nella bassa Sassonia, a circa 20 chilometri dal confine olandese: lì sorgeva uno dei sottocampi che insieme ad altri situati a Hoogstede, Alexisdorf, Geeste, Füllen, Haren e Wietmarschen. A Meppen, dove già era nato un campo di prigionia che dal 1940 ospitava polacchi e sovietici, era situato lo Stalag VI C/Z (il suffisso “/Z” indica “Zweiglager”, ovvero sottocampo) che vide l’arrivo di circa 5.000 ufficiali italiani, deportati nell’Oflag VI G, collegato allo Stalag VI C e ai suoi sottocampi. Le condizioni di vita dei prigionieri erano terribili: fame, epidemie e maltrattamenti causarono la morte dei prigionieri, i cui corpi vennero sepolti in fosse comuni a circa un chilometro a nord del campo. Nell’ottobre del 1944 lo Stalag VI C fu trasferito a Münster sotto la gestione del campo VI F.
Stalag VI-D Dortmund
137 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag VI – F Bocholt/Gelsenkirchen
30 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag VI – G/Z Colonia
31 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis VII Monaco
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag VII-B Memmingen, Oflag VII-A Murnau am Staffelsee, Oflag VII-B Eichstaett, Oflag VII-C Laufen, Oflag VII-C\Z Tittmoning, Oflag VII-D Tittmoning, Oflag 57 Murnau, Ilag H-VII Laufen.
23 IMI piacentini internati a Münster senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag VII-A Moosburg
65 IMI piacentini internati
Lo Stalag VII-A era situato a nord della città di Moosburg, nel sud della Baviera e copriva un’area di 35 ettari: serviva soprattutto come campo di transito per i prigionieri di guerra, inclusi gli ufficiali, che venivano poi diretti negli altri campi. Il campo iniziò l’attività nel settembre 1939, ospitando i prigionieri polacchi catturati durante la campagna di Polonia: arrivarono quando le baracche in legno erano ancora in costruzione e vissero in tenda per settimane. I soldati britannici, francesi, belgi e olandesi prigionieri durante la battaglia di Francia iniziarono ad arrivare nel maggio 1940: circa 40.000 francesi rimasero chiusi nello Stalag VII-A fino al termine della guerra. Altri prigionieri britannici, greci e jugoslavi arrivarono dopo la campagna balcanica tra il maggio e giugno 1941 e alcuni mesi dopo iniziarono ad arrivare i prigionieri sovietici, tra cui molti ufficiali, e poi altri prigionieri britannici del Commonwealth e polacchi catturati nella campagna del Nord Africa e nelle offensive contro le isole italiane nel Mediterraneo. Anche numerosi soldati italiani furono imprigionati, mentre i primi statunitensi arrivarono dopo la campagna di Tunisia nel dicembre 1942 e la campagna d’Italia nel 1943: la maggior parte fu catturata nella controffensiva delle Ardenne nel dicembre 1944. Gli ultimi arrivati furono degli ufficiali provenienti dallo Stalag Luft III, vi giunsero il 2 febbraio 1945. dopo una marcia forzata da Żagań, località della Slesia. Durante i cinque anni e mezzo di attività del campo, morirono circa 1.000 prigionieri, di cui oltre 800 sovietici. Lo Stalag VII-A fu liberato il 29 aprile 1945 dal Combat Command A della XIV Divisione dell’esercito americano, dopo una battaglia contro una forza di difesa tedesca di 5.000-7.000 uomini. I circa 130.000 prigionieri furono liberati, tra cui 30.000 soldati, marinai, aviatori e marines statunitensi. Dopo la liberazione, lo Stalag VII-A divenne il campo di internamento per civili numero 6, ospitò 12.000 tedeschi sospettati di attività criminali per il regime nazista. In seguito il campo fu trasformato in un nuovo quartiere della città di Moosburg, denominato Moosburg-Neustadt: una delle vecchie baracche del campo venne restaurata e conservata e venne costruito un monumento alla memoria degli internati nello Stalag VII-A.
KZ Dachau
8 IMI piacentini internati
Dachau si trova a 20 chilometri da Monaco, la città del tentato colpo di stato di Hitler del 1923 contro la Repubblica di Weimar, definita la Hauptstadt der Bewegung (“capitale del movimento”), quartier generale
del Partito nazionalsocialista. Qui sorse, nel 1933, il primo Konzentrationslager e l’unico di quelli della prima fase che non fu mai smantellato.
Quando il 22 settembre 1943 arrivarono i primi italiani a Dachau – il più vecchio Campo di concentramento della Germania nazista, il lager “modello”, dove era situata la scuola di indottrinamento e addestramento
della SS e aveva dettato legge Theodor Eicke, il futuro Ispettore generale di tutti i KL – le condizioni del Campo si erano progressivamente deteriorate a causa del sovraffollamento e della ulteriore riduzione della già miserabile razione alimentare.
Nel Campo principale, dotato di due crematori, e nei suoi oltre 150 sottocampi vennero deportati più di 200.000 persone e 43.000 vi morirono; dall’Italia ne giunsero 9.311 e 1.715 vi morirono.
A Dachau giunsero circa 2.000 militari italiani rinchiusi nel carcere militare della Fortezza di Peschiera che il 9 settembre, dopo un tentativo di resistenza dei bersaglieri contro i tedeschi, cade nelle mani della Wehrmacht.
Nei giorni immediatamente precedenti l’annuncio dell’armistizio vennero fatte molte pressioni perché le autorità militari consentissero una fuga di massa, ma il Ten. Col. Strada, responsabile della decisione, escluse l’ipotesi. I detenuti cercarono di sfondare il cancello e i bersaglieri di stanza provarono a resistere.
Alle 10 di mattina del 9 settembre, i tedeschi radunarono i militari e offrirono la possibilità di collaborare con i loro reparti, pena l’invio in Germania. Sotto lo sguardo irritato dei fascisti locali, solo una ventina
di carcerati si dichiarò disponibile: un numero troppo esiguo per i tedeschi, che decisero l’invio a Dachau di tutti e 2.000 i militari. Arrivarono dopo un viaggio di tre giorni e quando si rifiutarono di mangiare il rancio, di vestire i panni dei deportati, proclamandosi militari, subirono una serie di durissime punizioni e la segregazione nella baracca 25.
All’arrivo furono classificati per lo più come “criminali” – AZR (Arbeitszwang Reich, letteralmente “lavoratori forzati per il Reich”) – e fu loro affibbiato il triangolo nero e, come a tutti gli italiani che giungeranno anche in seguito a Dachau, fu rasata sul cranio la “Strasse” in segno di riconoscimento e dispregio.
Il campo venne liberato il 29 aprile 1945 dagli americani.
Wehrkreis VIII Breslavia
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag VIII-B Lamsdorff, Stalag VIII-B (344) Lambinowice, Stalag VIII-C\Z Kunau, Stalag VIII-D Teschen, Stalag VIII-E/ (308) Neuhammer, Stalag VIII-F (344) Lamsdorf, Stalag Luft III Sagan, Stalag Luft VIII-B Lamsdorff, Stalag 39 Ruzodol-Most, Stalag 318 (344) Lamsdorf, Stalag 367 Tschenstochau, Oflag VIII-A Kreuzburg/Oppeln, Oflag VIII-B Radziejow\Koxle, Oflag VIII-B Silberberg, Oflag VIII-C Juliusburg, Oflag VIII-D Tittmoning Castello, Oflag VIII-E Johannisbrunn, Oflag VIII-F -Mährisch Trübau, Oflag VIII-G Weidenau/Freiwaldau, Oflag VIII-H\H Oberlangendorf, Oflag VIII-H\Z Eulenberg / Roemerstadt, Stalag Luft 7 Bankau (ora Bąków).
4 IMI piacentini internati a Breslavia senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag VIII-A Görlitz
19 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag VIII-C Sagan
5 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis IX Kassel
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag 309, Oflag IX-A/H Burg Spangenberg, Oflag IX-A/Z Rotenburg/Fulda, Oflag IX-B Weilburg/Lahn, Dulag Luft Francoforte, Dulag Luft Wetzlar.
22 IMI piacentini internati a Kassel senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag IX-A Zieghenhain
24 IMI piacentini internati
Lo Stammlager IX-A era situato a Ziegenhain nell’Assia settentrionale, in Germania. Venne istituito il 16 settembre 1939: all’inizio era una tendopoli e i primi ad essere rinchiusi furono i soldati polacchi, poi vennero costruite decine di baracche di legno. Nel 1941 lo Stalag era occupato da circa 35.000 francesi, ma con l’estendersi del conflitto arrivarono prigionieri di altre nazioni, principalmente belgi e inglesi. Con l’invasione dell’Unione Sovietica, un settore separato da reticolati venne occupato nel novembre 1941 da diversi migliaia di soldati sovietici che costituivano un terzo della popolazione dello Stalag e vennero adibiti ai lavori forzati più pesanti. Alla fine di settembre del 1943, nella stessa zona del campo, arrivarono gli italiani. Nel 1944 i prigionieri dello Stalag IX A erano 50.000: gran parte di loro lavorava nei 2.000 Arbeitskommando del IX Distretto in fabbriche di armi e munizioni, impegnati nella rimozione di macerie dei bombardamenti e nei lavori agricoli. Nel settembre del 1940, nel lager era arrivato François Mitterrand: il futuro presidente della Repubblica francese, che tentò di evadere una prima volta il 3 marzo 1941, fu preso dopo 22 giorni a soli 10 chilometri dalla frontiera svizzera e di nuovo il 28 novembre dello stesso anno dopo una fuga dal tetto delle latrine tedesche. Venne ancora catturato a Metz, al confine della Francia occupata, e inviato in un altro Stalag. Due diversi cimiteri facevano parte dello Stalag IX A di Ziegenhain: l’attuale cimitero locale era l’ex luogo di sepoltura dei prigionieri Alleati occidentali e polacchi deceduti, tuttavia, i prigionieri di guerra sovietici e serbi furono sepolti in forma anonima in un remoto cimitero situato nella vicina foresta, a volte persino in fosse comuni. La liberazione del campo avvenne il 30 marzo 1945: lo Stalag fu utilizzato come campo di internamento civile 95 (CIC 95) dall’esercito statunitense e vi furono internati membri delle Waffen-SS, del NSDAP, delle SA, delle SS e soldati della Wehrmacht. Il campo rimase attivo fino al 1946. All’inizio di agosto del 1946, l’esercito americano istituì il campo DP 95-443 di Ziegenhain nelle vecchie caserme che diventarono un punto di passaggio per i cosiddetti DP (Displaced Persons) nel loro viaggio verso la Palestina, gli Stati Uniti e altri paesi. Il campo DP 95-443 di Ziegenhain esistette fino al novembre del 1947, quando ospitava in media circa 2.000 persone.
Stalag IX-B Wegscheide/Bad Orb
16 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag IX-C Bad Sulza
29 IMI piacentini internati
In costruzione
Oflag IX-C Molsdorf/Erfurt
14 IMI piacentini internati
In costruzione
KZ Buchenwald
19 IMI piacentini internati
Il Konzentratioslager Buchenwald, venne edificato dal 1936 al 1940 sulla collina dell’Ettersberg nella Germania centrale, a 8 chilometri da Weimar, ma sul versante opposto del rilievo di pietra calcarea, per fornire una struttura adeguata al “piano quadriennale” di Hitler che avrebbe portato alla guerra e perciò alla necessità di un enorme campo di concentramento, il più grande in territorio tedesco nel 1945, adatto ad “ospitare” tutti gli indesiderabili e gli sfruttabili del “Grande Reich” e dei territori occupati. 190 ettari di boschi di alto fusto divennero materiale da costruzione per realizzare lo “Stato SS”, una città archetipica, sul modello topografico funzionale ideato a Sachsenhausen – fatto di caserme, sede di comando, officine, campo per i deportati, il tutto disposto secondo un piano urbanistico preciso – che era tale in quanto costruito sfruttando interamente la forza lavoro coatta degli stessi che l’avrebbero abitato.
L’ingresso portava la scritta “Recht oder Unrecht – Mein Vaterland” (A ragione o a torto, la mia patria”)
e sul portone si leggeva “Jedem das Seine” (A ciascuno il suo).
Inizialmente, il KL fu pensato per gli oppositori politici – soprattutto comunisti, socialdemocratici, religiosi e intellettuali della Repubblica di Weimar, ma anche testimoni di Geova – con scarse preoccupazioni per l’utilizzo produttivo degli stessi. Dopo il ’42, acquisì il carattere di campo di transito e accolse progressivamente grandi masse, sviluppando la zona industriale per la DAW (Deutsche Ausrűstungwerke GmbH) della SS che produceva armi in società con la Wihlem-Gustlhoff-Werk. Per gli arrivi e il potenziamento produttivo cresceva a dismisura il numero di baracche e di tende per i prigionieri in maggioranza sovietici, polacchi, ungheresi e francesi.
Nel 1943 i lavoratori forzati di Buchenwald erano in prevalenza sovietici e polacchi e politici dell’Europa occupata; dall’estate del ’44 giunsero massicciamente anche ebrei polacchi e ungheresi. Le donne cominciarono ad arrivare per “lavorare” dal luglio ‘43 nel bordello di Buchenwald, a servizio della SS; in seguito, i sottocampi di Rawensbrück che si trovavano nel l’area geografica di Buchenwald, vennero a questo accorpati. Gli italiani, nell’ottobre 1944 erano 1.333. Tra di essi, anche ex IMI (Internati Militari
Italiani), che entrarono sotto il controllo della SS in un numero limitato di casi riguardante il sottocampo di Dora.
L’11 aprile 1945 le forze americane della Sesta Divisione Corazzata entrarono a Buchenwald.
Wehrkreis X Amburgo
Il Wehrkreis X comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag X-A Schleswig, Stalag X-C Nienburg/Weser, Oflag X Hohensalza, Oflag X-B Nienburg/Weser, Oflag X-C Lubecca, Oflag X-D Fischbe, Marlag Milag Tarmsted, Marlag Sandbostel.
93 IMI piacentini internati ad Amburgo senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag X-B Sandbostel/Bremervörde
Oflag X-A Itzehoe/Sandbostel
131 IMI piacentini internati
Sandbostel, vicino a Bremervörde, situata tra il Weser e l’Elba in Germania, era il sito di un campo per prigionieri di guerra (Stalag XB), dove circa 50.000 persone morirono di fame, malattia o maltrattamenti. Costruito nel settembre del 1939 su un territorio che si espandeva per 35 ettari, con dormitori, edifici tecnici e servizi, poteva ospitare fino a 30.000 prigionieri. Alla fine della guerra erano passati per il campo più di 300.000 prigionieri di guerra, civili e militari provenienti da più di 55 paesi. La maggior parte di loro fu impiegata in agricoltura, nell’industria e nella produzione bellica in fabbriche della Germania nord-occidentale. All’inizio del 1941 l’esercito costruì il cimitero del lager: i prigionieri sovietici furono seppelliti lì, in forma anonima, in fosse comuni. A Sandbostel esisteva una «Sezione Culturale» e nel lager si poté disporre di una biblioteca con 1.911 volumi, di cui 600 con un valore scientifico: i prigionieri avevano inoltre modo di cimentarsi in rappresentazioni teatrali o in gare di pittura. L’ospedale militare di Sandbostel era situato a circa un chilometro di distanza dal campo. Nel settembre 1943 Il X B fu campo di smistamento per prigionieri italiani: nei primissimi mesi del 1945 gli ufficiali italiani vennero trasferiti altrove (per lo più a Wietzendorf e a Fallingbostel) e di italiani al X B rimasero, oltre ai soldati dello Stalag, gli ufficiali ammalati intrasportabili, i medici e il personale del lazzaretto. Nell’aprile del 1945 arrivarono circa 9.500 prigionieri provenienti dal lager di Neuengamme: più di 3.000 di loro morirono, durante il trasporto, nel lager e nelle prime settimane dopo la liberazione. Dopo la liberazione del campo il 29 aprile 1945, gli inglesi istituirono una prigione per militari delle SS. Nel 1948 il Ministero della Giustizia della Bassa Sassonia divenne responsabile del penitenziario di Sandbostel. Dal 1952 al 1960 il campo fu utilizzato per accogliere giovani ragazzi fuggiti dalla DDR e dal 1963 fu usato dall’esercito come deposito di materiali. Nel 1973 il comune di Sandbostel destinò l’area a zona industriale “Immenhain”. Nel 2005 e nel 2008 la Fondazione Lager Sandbostel acquistò una parte del terreno dell’ex lager e creò il Sacrario Lager Sandbostel: il complesso comprende undici tra baracche e vari edifici storici ed alcuni edifici costruiti nel dopoguerra, mentre cinque dormitori di legno, una latrina ed una cucina sono vennero stati restaurati.
Stalag X-D (310) Wietzendorf
Oflag 83 Wietzendorf
145 IMI piacentini internati
Oflag 83 è stato un campo di concentramento situato a un chilometro dalla cittadina di Wietzendorf, in Germania. Il campo venne realizzato durante la prima guerra mondiale a nord di Hannover: nel luglio 1941 la Wehrmacht istituì ai margini dell’area di addestramento militare di Munster Sud, a Wietzendorf, il campo per prigionieri di guerra (Kriegsgefangenenlager) denominato Stalag X D (310), noto anche come “campo russo” per prigionieri di guerra esclusivamente sovietici catturati sul fronte orientale. Il campo inizialmente non era dotato di alloggi o altre infrastrutture: decine di migliaia di prigionieri di guerra sovietici vissero in buche nel terreno e in altri alloggi di fortuna più primitivi. In totale, più di 16.000 prigionieri dell’Armata Rossa morirono in questo campo e vennero seppelliti in un cimitero di fosse comuni a circa due chilometri a nord del campo. In seguito, il campo fu parzialmente evacuato a causa delle pessime condizioni igieniche e utilizzato nell’autunno del 1943 per lo smistamento di prigionieri italiani: fino ad allora era stato classificato come Stalag, mentre dal gennaio del 1944 divenne un Oflag destinato agli ufficiali italiani. Gli internati militari giunti in quel campo – provenienti in gran parte dai lager dell’Est europeo – occuparono gli accantonamenti già utilizzati per i prigionieri di guerra sovietici. Dal 9 febbraio 1944 fino al rimpatrio il comandante dei prigionieri italiani fu il tenente colonnello Pietro Testa. Il 17 febbraio 1945, 214 ufficiali italiani furono costretti a lasciare l’Oflag per essere avviati al lavoro, secondo gli accordi tra Mussolini e Hitler che trasformavano gli internati militari italiani in “liberi lavoratori” del Terzo Reich: a nulla valsero le proteste degli ufficiali, che invocavano l’applicazione della Convenzione di Ginevra per sottrarsi all’obbligo di lavorare per il paese nemico. 44 ufficiali furono deportati nel lager di di Unterlüss, dove furono sottoposti a torture e lavori forzati. Il campo venne liberato dai militari britannici il 22 aprile 1945: la smobilitazione avvenne nel mese di agosto 1945
Wehrkreis XI Hannover
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag XI-C (311) di Bergen-Belsen, Stalag XI-D (321) Oerbke, Stalag Luft XI-B, Oflag XI-A Osterode am Harz, Oflag (79) Braunschweig.
50 IMI piacentini internati ad Hannover senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag XI-A (341) Altengrabow
24 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag XI-B Fallingbostel
24 IMI piacentini internati
Durante la Seconda guerra mondiale, a ovest della città di Fallingbostel, nella Bassa Sassonia in Germania, furono dislocati due campi per prigionieri di guerra: lo Stalag XI B e lo Stalag XI-D (321) Oerbke. L’area che sarebbe stata utilizzata per lo Stalag XI B era stata costruita nel 1937 come alloggio per lavoratori e, successivamente, nel settembre del 1939, venne recintata. Verso la fine del 1939 arrivarono i primi prigionieri polacchi, seguiti l’anno successivo da francesi e belgi. Alla fine del 1940 erano registrati nel campo 40.000 prigionieri di guerra: di questi circa 2.500 erano detenuti nel campo principale, mentre la maggioranza era disseminata negli Arbeitskommando nella zona. Lo Stalag XI D/321 fu invece aperto a circa 5 Km. a nord-est dello Stalag XI B nel mese di luglio 1941, quando arrivarono i primi prigionieri di guerra sovietici. Nel novembre erano circa 11.000. Verso la fine del 1943 cominciarono ad arrivare nel campo di Fallingbostel anche molti IMI, che furono utilizzati come manodopera nelle fabbriche della zona. I campi di Fallingbostel furono liberati il 16 aprile 1945 dalle truppe britanniche. Dopo la guerra lo Stalag XI B fu utilizzato dagli inglesi come campo di internamento per i membri del partito nazista e, successivamente, come centro di accoglienza per sfollati e rifugiati tedeschi. Alla fine, il campo fu demolito e l’unica struttura rimasta in piedi ancora oggi è la baracca che veniva utilizzata per la disinfestazione dei prigionieri. Il 16 aprile 2005, nel 60° Anniversario della Liberazione del campo, è stato inaugurato il Memorial dello Stalag XI B, dedicato ai prigionieri provenienti da oltre 13 nazioni.
Wehrkreis XII Wiesbaden
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag XII-B (527) Frankenthal/Pfalz, Stalag XII-C Wiebelsheim/Rhein, Stalag XII-D Waldbreitbach, Stalag XII-E Metz, Stalag XII-F Saarburg Oflag XII-A Hadamar, Oflag XII-B Mainz, Stalag Luft VI St. Wendel.
4 IMI piacentini internati a Wiesbaden senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag XII-A Limburg an der Lahn
115 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag XII-D Trier/Petrisberg (Trèves)
90 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag XII-F Forbach
51 IMI piacentini internati
Da qui ebbe inizio la presenza austriaca a Piacenza terminata con il Trattato di Aquisgrana (1748) e ritornata solo dopo la parentesi napoleonica che consentì la riorganizzazione delle strutture difensive della città con l’istituzione di forti esterni alla cinta farnesiana in ogni direzione, tra cui appunto quello della Galleana. Ma, sebbene le fortificazioni austriache presenti nel parco abbiano una datazione intorno alla metà dell’Ottocento, le mappe evidenziano un iniziale contesto fortificato già durante la Battaglia di Piacenza del 1746. Oggi il fortino austriaco è di proprietà del Comune di Piacenza, che l’ha acquisito dal Ministero della Difesa nel 2003. L’edificio giace in pessime condizioni, divorato dalla flora, totalmente dimenticato da qualsiasi discorso di promozione turistica o storica.
Wehrkreis XIII Norimberga
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag XIII-A Bad Sulzbach, Stalag XIII-B Weiden/Oberpfalz, Stalag 383 Hohenfels, Stalag Falkenau\Sokolov.
121 IMI piacentini internati a Norimberga senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag XIII-C Hammelburg/Mainfranken/Schweinfurt
Oflag XIII-B Hammelburg
53 IMI piacentini internati
In costruzione
Stalag XIII-D Nürnberg-Langwasser
Oflag XIII-A Norimberga
Oflag XIII-D Nürnberg-Langwasser
190 IMI piacentini internati
A Norimberga, a sud dell’area dedicata ai congressi di partito (Reichsparteitagsgelände), nell’odierno quartiere di Langwasser, furono allestiti grandi accampamenti di tende destinati a ospitare i partecipanti ai raduni. Nel corso della Seconda guerra mondiale, quando non ebbero più luogo congressi, se ne convertì la destinazione d’uso e l’infrastruttura esistente fu utilizzata per l’internamento di grandi masse di persone. A partire dal 1939 la Wehrmacht installò un enorme campo di prigionia per raccogliere i prigionieri civili. Dopo l’invasione della Polonia, i civili furono trasferiti e il campo iniziò ad ospitare prigionieri di guerra: polacchi, francesi, sovietici, fino a raggiungere il numero di 150.000 detenuti provenienti da tutti i paesi occupati dai tedeschi. Nell’agosto del 1943 il campo fu gravemente danneggiato nel corso di un’incursione aerea degli Alleati, a cui seguirono altri bombardamenti. Tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945 la situazione all’interno del campo divenne insostenibile a causa dell’arrivo di un gran numero di internati provenienti dai campi più ad est, evacuati in seguito all’avanzata russa. Per tutta la durata della guerra nella struttura furono tenute prigioniere decine di migliaia di soldati provenienti dalla Polonia, dal Belgio, dalla Francia, dalla Jugoslavia, dall’Unione Sovietica, dall’Italia, dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti. Il 12 aprile 1945 una buona parte dei prigionieri fu trasferita nello Stalag VII A in Baviera. Il 16 aprile 1945 il campo di Norimberga fu liberato dall’esercito americano..
Wehrkreis XVII Vienna
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag XVII-B Krems – Gneixendorf precedentemente chiamato Dulag Gneixendorf, Stalag XVII-C Döllersheim precedentemente denominata Dulag Döllersheim, Stalag XVII-D Pupping precedentemente denominato Zweiglager Pupping, ribattezzata Stalag 237, Stalag397, e, infine, Stalag 398 Pupping, Oflag XVII-A Edelbach, B Dulag Gneixendorf.
78 IMI piacentini internati a Vienna senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag XVII-A Kaisersteinbruch
18 IMI piacentini internati
In costruzione
KZ Mauthausen
10 IMI piacentini internati
Reinhard Heydrich, il 1° gennaio 1941, in accordo con Himmler, classificò “Lagerstufe di grado III” il KL aperto nell’agosto del 1938 a pochi chilometri dalla cittadina di Mauthausen, vicino a Linz, dove si trovavano produttive cave di pietra della Wiener Graben, ritenute di grande interesse dalla SS.
Il Konzentrationslager di Mauthausen, come molti altri della galassia concentrazionaria nazista, rispondeva alle due sovrane esigenze dell’apparato SS: rendere utilizzabile a fini produttivi la manodopera schiava dei lager ed eliminare i nemici politici. Il KL di Mauthausen rientrava nella categoria peggiore, riservata a “… detenuti con gravi pendenze penali, non rieducabili, e allo stesso tempo anche penalmente pregiudicati e asociali”.
Dopo un primo momento di proteste e perplessità da parte dell’autorità locale e degli abitanti, a causa delle preoccupazioni di ordine pubblico che l’annuncio della costruzione di un lager vicino al paese suscitava, l’esistenza del campo rappresentò un affare per tutti: si rivelava utile agli imprenditori edili dei dintorni che volentieri ne utilizzavano la manodopera schiava con la scusa di “mitigare i patimenti dei deportati”, ai disoccupati del villaggio che si ritrovarono a compiere mansioni di autisti, manovali, carpentieri, impiegati, commessi, e ad aderire all’offerta di arruolamento per la gestione delle strutture del castello di Hartheim, dove si provvedeva all’eliminazione degli inabili al lavoro.
Le cifre ufficiali indicano il numero di 200.000 deportati tra il marzo ’39 e il 5 maggio 1945 a Mauthausen e
nei 49 sottocampi e 95.000-100.000 morti, tra cui 25.000 ebrei. La percentuale più alta dei decessi riguardò proprio quest’ultima categoria.
Il campo viene liberato il 5 maggio dagli americani.
Linz – sottocampo KZ Mauthausen
77 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis XVIII Salisburgo
Comprendeva, oltre a quelli elencati di seguito, gli Stalag XVIII-A Wolfsberg, Stalag XVIII-AZ Spittal, Stalag XVIII-B Oberdrauburg, Stalag XVIII-D Maribor, Oflag XVIII-A Lienz/Drau, Oflag XVIII-B Wolfsberg/Carinzia, Oflag XVIII-C Spittal/Drau.
6 IMI piacentini internati a Salisburgo senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag XVIII-C (317) Markt-Pongau
4 IMI piacentini internati
In costruzione
Wehrkreis XX Danzica
25 IMI piacentini internati a Danzica senza indicazione dello Stalag di destinazione.
Stalag XX-A (312) Thorn
73 IMI piacentini internati
Lo Stalag XX-A era un campo di prigionia tedesco situato a Toruń (Thorn), in Polonia. Il campo principale era situato in sette forti della Fortezza di Toruń, risalente al XIX secolo, situata nella parte meridionale della città. Nel settembre del 1939 alcuni forti furono utilizzati come campi di prigionia per i prigionieri polacchi: nel giugno del 1940, al campo furono aggiunti altre baracche per ospitare i soldati britannici. I primi ad arrivare furono 403 uomini provenienti dalla campagna alleata in Norvegia. Successivamente, circa 4.500 giunsero da Dunkerque e successivamente dalla 51ª Divisione di Fanteria britannica (Highland) catturata a Saint-Valery-en-Caux. Nel 1941 e nel 1942 giunsero prigionieri sovietici a cui seguirono, dall’ottobre 1943, anche diversi IMI. Il campo arrivò a contare circa 10.000 prigionieri. Il campo fu ampliato con la costruzione di ulteriori baracche in legno. A Fort XIV si trovava un ospedale, gestito dal Corpo Sanitario Britannico. Il campo fu liberato il 1° febbraio 1945 dall’esercito sovietico.
Stalag XX-B Marienburg
34 IMI piacentini internati
Lo Stalag XX-A era un campo di prigionia tedesco situato a Toruń (Thorn), in Polonia. Il campo principale era situato in sette forti della Fortezza di Toruń, risalente al XIX secolo, situata nella parte meridionale della città. Nel settembre del 1939 alcuni forti furono utilizzati come campi di prigionia per i prigionieri polacchi: nel giugno del 1940, al campo furono aggiunti altre baracche per ospitare i soldati britannici. I primi ad arrivare furono 403 uomini provenienti dalla campagna alleata in Norvegia. Successivamente, circa 4.500 giunsero da Dunkerque e successivamente dalla 51ª Divisione di Fanteria britannica (Highland) catturata a Saint-Valery-en-Caux. Nel 1941 e nel 1942 giunsero prigionieri sovietici a cui seguirono, dall’ottobre 1943, anche diversi IMI. Il campo arrivò a contare circa 10.000 prigionieri. Il campo fu ampliato con la costruzione di ulteriori baracche in legno. A Fort XIV si trovava un ospedale, gestito dal Corpo Sanitario Britannico. Il campo fu liberato il 1° febbraio 1945 dall’esercito sovietico.
Wehrkreis XXI Posen
Comprendeva gli Stalag XXI-A Schildberg, Stalag XXI-B Schubin, Stalag XXI-B Thure, Stalag XXI-C/H Wollstein, Stalag XXI-C/Z Graetz, Stalag XXI-D Posen, Oflag XXI-A Schokken, Oflag XXI-B Schobin, Oflag XXI-C Schokkn Schildberg, Oflag XXI-C/Z Grune bei Lissa (Polonia), Oflag 64 Schubin.